Riparare schede elettroniche

Riparare schede elettroniche non è un lavoro semplice. Ti arriva sul tavolo una scheda affollata di componenti e piste. Qualcosa non funziona e tu devi capire cos’è, risolvere il mistero e ripararla.

Riparare è un lavoro manuale che richiede pazienza e ingegno. Ogni lavoro è una sfida con difficoltà più o meno grandi. Abbiamo di fronte un oggetto progettato e realizzato da team specializzati, da ingegneri, esperti che hanno impiegato mesi per completarlo. Tuttavia qualcosa non funziona ed è necessario capire qual’è il problema. Non ci sono schemi elettrici e neppure istruzioni. A volte non si trovano neppure i componenti “bruciati” perché sono obsoleti.

Per la riparazione di procede a piccoli passi: prima si deve individuare il problema e quindi si controllano le parti più scontate anche con un semplice esame visuale, poi si iniziano a fare delle ipotesi e a cercare di verificarle. Si provano i componenti più delicati (diodi e transistor) con un tester. Poi si passa ai circuiti integrati e se necessario li si prova. Nei casi più estremi si cerca di ricostruire lo schema elettrico.

Per la riparazione spesso è sufficiente sostituire alcuni componenti, ma a volte questi non si trovano più e quindi si devono trovare delle alternative oppure progettare nuovi moduli che risolveranno il problema.

Il riparatore esperto riesce a lavorare in tempi relativamente brevi perché ha già affrontato questa sequenza di passi numerose volte. Si è creato dei pattern (degli schemi mentali) a cui attinge e che applica come un giocatore di scacchi esperto. Chi è alle prime armi impiega più tempo: deve passarsi tutti i diodi e i transistor, uno per uno, perché non è ancora in grado di selezionare solo quelli che probabilmente potrebbero essere danneggiati.

Ogni caso è differente e se portato a termine da molte soddisfazioni sia al riparatore che al cliente.